Il coraggio della pace
Luca De Mata
Cattolicesimo, Cristianesimo
- Don Salvatore Vitiello - Università Cattolica Sacro Cuore - Roma - Italia
Il coraggio della pace è proprio la chiamata più grande delle religioni. Su questo valore, sulla pace, le religioni saranno chiamate a verificare la verità delle proprie affermazioni. Può mai un uomo andare contro ragione, può mai una religione essere contro la ragione umana e contro la natura di Dio, agire contro ragione.
A volte ci capita, in confessionale, che ci consegnino addirittura le armi e c’è qualcuno che pretende di usarle nel nome di Dio.
Dio, la Pace, non sono un’idea, altrimenti diventerebbero subito ideologia, ideologia e dunque violenza, violenza e dunque dominio…no! Per noi cristiani la pace è una persona, Gesù di Nazareth, Signore e Cristo, Signore della storia, vero Dio e vero Uomo in nome del quale è possibile la pace e noi cristiani per amor Suo abbiamo imparato nei secoli, a rispettare ogni uomo che ama la pace.
Noi dialoghiamo con tutti, noi vogliamo dialogare con tutti, indipendentemente dal credo religioso indipendentemente dalle convizioni personali, perchè ogni uomo che desidera la pace in fondo desidera semplicemente andare al fondo della propria umanità.
7 risposte
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giovanna :
hA funzionato !!! Quindi comincio.
MI è sempre piaciuto pensare che aver fede fosse una grande festa per il cuore e per la mente, che quel “credere” che senti nel profondo del profondo di te,del tutto irrazionale, senza un perchè logico è Dio. Dio non l’ho mai avvertito problema, Dio non è un problema.Dio è e punto.Quando per ragioni di studio e per passione sono entrata in un tempio Buddhista o una Moschea ho partecipato a tutti i riti con un grande coinvolgimento emotivo, non era curiosità intelletuale, era altro… là sentivo Dio.
Ho sentito Dio ovunque. Mussulmani, Buddhisti, Cristiani-ortodossi e Protestanti… nessuno mi ha chiesto documenti,nessuno mi ha perquisito, nessuno mi ha chiesto di definirmi. DEFINIRSI? Ecco.. questa necessità assolutamente pericolosa ( in certi casi ) di definirsi.
Ma che vuol dire il “mio Dio?”, il “Tuo Dio?”… nessuno ha una opzione su Dio. Questi aggettivi possessivi sono un vero dramma. Il programma di Luca de Mata mi ha fatto felice davvero. Ho visto tutte le puntate dalla prima parola fino all’ultima… In un certo senso mi sono sentita finalmente a “casa”. SeDio diventa un problema non è di Lui che stiamo parlando , ma di altra cosa inventata dall’umanità per “creare” opportunamente problemi che di fatto non esistono. E’ vero: Dio non è un’idea… è semplicemente, squisitamente Dio.E per fortuna almeno Lui, non si schiera e non mi chiede di schierarmi… mi chiede “forse” di non diventare un “NOI”.
Perchè, come diceva Simone Weil,diventare un noi può significare “GUERRA”.
giovanna :
Ok. Comincio daccapo.
Ho sempre sentito Dio una sorta di festa colorata,la fede come una danza interiore, un’elevazione da ogni sorta di idea più o meno preconcetta. Che caspita vuol dire “il mio Dio?,”il Tuo Dio?.Come fa l’essere umano a impossessarsi di Dio? Come fa a dire “NOI” cattolici, noi mussulmani, noi Buddhisti, noi protestanti … se prima non dice e sente e urla “NOI UMANITA’?”
giovanna :
LO ammetto: Il programma di Luca de Mata mi ha rapita, coinvolta e di fatto non c’è voluto molto. Per ragioni di studio e per passione sono entrata nella moschea, nel tempio buddhista, nelle chiese cristiano-ortodosse e protestanti e giuro che Dio c’era, l’ho sentito ed era uguale al mio… Scusate non è per ironizzare, ma è per dire che se ce l’hai dentro, quella danza, quella festa, quel sentire… per la pace non ci vuole poi tutto questo coraggio.Eccola la pace, è qui,nel cuore,ma cosa c’è da cercare?Ma che coraggio serve?
Maria Caterina Calabrò :
Desiderare la pace ed incontrare la pace, in Gesù Cristo; solo così per me ha senso la pace, altrimenti un qualsiasi altro interesse prevarrebbe sul dialogo con le altre persone ed il desiderio del dominio invece che della pace riemergerebbe potentemente e naturalmente, mascherato forse a volte da accordi apparenti che sottendono loschi interessi.Il programma di Luca de Mata ci ha insegnato questo e ce lo ha mostrato con ampia documentazione.
Oscar :
Dite che dialogate con tutti, ma poi siete anche capaci di dire che una persona non eterosessuale è una persona malata. Una risposta sarà gradita.
Matteo :
Malata no una persona eterosessuale, ma certamente persona che ha bisogno di dialogare con la propria identità e di accettarsi. Se non riesce a farlo da sola, va aiutata, se lo desidera. La Chiesa, più che condannare, dovrebbe accogliere con amore.
Carmelo Maria Sgrò :
La pace viene da Cristo: solo Lui può salvarci.
Finchè l’ uomo non ritorenerà a Dio il mondo non avrà mai la pace.
Carmelo Maria Sgrò
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