Un’immagine storica deformata dell’Islam

Islam 3 Commenti

Shehaden Sheik Hussein  - Sceicco Sciita - Damasco - Sirya.
Purtroppo l’occidente conserva ancora un’immagine storica deformata dell’Islam, e i musulmani, malgrado la rivoluzione dell’informatica e delle comunicazioni, non hanno avuto la capacità di divulgare con profondità il messaggio; la diffusione del patrimonio islamico continua ad essere lenta.
Nella diffusione del patrimonio islamico verso l’occidente ci fu un errore oggettivo e metodologico poiché ci si limitò a presentare la parte legislativa dell’Islam, o meglio la parte teologica dell’Islam, e non la diffusione dei valori e della morale.
Di fronte all’errore dell’occidente nei suoi tentativi di conoscere il vero Islam e, dinanzi all’errore arabo islamico che è venuto meno nella trasmissione di questo Islam all’occidente, è emerso il cosiddetto “Islam politico”, che trova riferimenti partitici dalla realtà del conflitto tra l’oriente e l’occidente nel periodo del colonialismo.
In quel periodo si è manifestò un Islam che doveva contrastare l’occupazioni dell’occidente per salvaguardare proprio l’identità araba e musulmana. Questo ha aggravato e ha deformato l’immagine dell’Islam.
I mass media e i politici occidentali hanno avuto un ruolo gravissimo rappresentando lo spirito, la dottrina e la sostanza dell’Islam come un tutt’uno con le correnti politiche e partitiche islamiche. Da quel momento abbiamo iniziato a sentir parlare di terrorismo religioso e di terrorismo islamico.
Ovviamente tutto questo si accentuò durante la guerra fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti d’America. Si usò la religione islamica e l’espressione “Islam” fu impiegata in quella guerra fredda fino a deformarne l’immagine. L’Islam divenne parte in quella situazione politica.
Con il crollo dell’ex Unione Sovietica e in conseguenza degli avvenimenti dell’11 settembre, che furono denunciati da tutti i leaders islamici del mondo, l’informazione occidentale presentò uno scenario gravissimo insistendo nel voler sovrapporre l’immagine dell’Islam con le correnti politiche.
Abbiamo letto in merito diversi rapporti sul “nemico immaginario” che l’occidente vuole combattere.
Questo nemico poteva rimanere immaginario se avessimo favorito il progetto di dialogo tra le civiltà, ma l’occupazione dell’Afghanistan, dell’Iraq e prima ancora della Palestina, hanno contribuito in maniera forte a spingere l’Islam nelle logiche dei partiti e della politica.
E’ stato doveroso per i teologi e i leaders dell’Islam proclamare la propria innocenza da ogni atto che utilizza la violenza e l’uccisione in nome dell’Islam; ma si sarebbe anche dovuto proclamare, con coraggio, che il nostro problema con Israele non è un problema con gli ebrei o con l’Ebraismo, ma è un problema politico che ebbe inizio con l’occupazione della Palestina da parte di Israele.
Il nostro problema con gli Stati Uniti d’America non è un problema con i cristiani d’occidente o con il popolo americano, ma è un problema con l’Amministrazione che ha preso la decisione di occupare l’Iraq.
Una delle decisioni più gravi di questa occupazione e che essa ha prodotto una tesi che non minaccia soltanto il Medio oriente ma anche tutto il mondo, e questa tesi è quella della “confusione creativa o costruttiva”.
Questa confusione condurrà tutti non ad un pericolo che minaccia tutti ma ad un disastro per tutti.

(Shehaden Sheik Hussein )

La guerra non richiede coraggio, la pace sì!

Cattolicesimo Nessun commento

Sulla questione del
medio oriente citiamo le parole del
 

  • padre gesuita Samir Khalil Samir
    “Perché un tale progetto
    possa iniziare a realizzarsi
    occorre una rivoluzione mentale.
    Da più di mezzo secolo
    i responsabili politici d’Israele
    e dei paesi arabi non hanno
    proposto che la violenza
    ai loro popoli come unica soluzione
    ai problemi, convincendoli
    che il diritto e la ragione erano con loro.
    Occorrerà un lungo lavoro interiore
    e molto coraggio per cambiare discorso.
    La guerra non richiede coraggio, la pace sì! “

Il dominio si nasconde dietro le buone intenzioni.

Cristianesimo 3 Commenti

Quello che molti, moltissimi
moderati non dicono,
a qualunque fede appartengano,
ed anche quando non credenti,
che la soluzione finale è
arrivare ad una unica religione
per tutti, o a la non religione
per tutti.
Ma questa realtà, questa volontà,
in sé legittima per ogni credente,
quanto paradossalmente legittima
e drammaticamente fu anche
di Stalin, più che di Hitler,
tutti convinti che non c’era felicità
fuori dai loro credo,
rischia di portarci ad uno scontro
senza ritorno per tutta l’umanità.
Qui c’è chi gioca sporco.
È questo il punto.
È questo il punto!
Troppo la parola pace
è usata per nascondere
un’altra verità:
“che in realtà la mia volontà
è far prevaricare la mia religione sulla tua
.”

Come sempre il dominio
Si nasconde dietro
le buone intenzioni.
e la pace è in realtà
sempre più assente
come ci dice in Siria nella sua residenza
Sua Beatitudine Zakka Iwas.

(testo luca de mata)

  • Sua Beatitudine Zakka Iwas - Patriarcato Siro-Ortodosso - Damasco  - Siria
    La pace oggi è assente in molte regioni nel mondo.
    Oggi si parla di scontro tra civiltà e tra religioni, ma la verità è che la vera religione non entra mai in conflitto con un’altra religione.
    Noi, come responsabili nelle Chiese cristiane, dobbiamo sempre cercare la pace e insegnare ai cristiani di tutte le Chiese cristiane che la Chiesa è una in Gesù Cristo.
    Dobbiamo credere che se saremo lontani dalla pace allora non meriteremo di essere chiamati costruttori di pace. Dobbiamo essere i primi costruttori di pace.
    Come realizzare la pace?iwas.bmp
    Amando Dio con tutti i nostri cuori e la nostra volontà, cosi anche amando il prossimo come noi stessi secondo il comandamento di Dio, allora si che ci sarà la pace.
    Speriamo che il Buon Dio ispiri coloro che non amano la pace ad avvicinarsi a Lui.
    Noi in questi giorni soffriamo molto per l’assenza di pace nei nostri paesi o meglio in Medio oriente. I popoli di questa regione ambiscono a cose terrene estranee allo spirito della religione, allo spirito della devozione.
    Mi auguro che tutti i popoli sentano che la realizzazione della pace necessità la pace con gli altri.
    L’uomo non può vivere in pace se gli altri non vivono in pace con lui.

(Sua Beatitudine Zakka Iwas)

Non ci saranno vincitori e vinti

Ebraismo Nessun commento

Si minacciano guerre di religione
in un crescendo di intolleranza.
Il fanatismo, l’estremismo
religioso conquistano spazi persino
tra i più giovani…e mai come ora
non ci saranno vincitori e vinti.
Perderà tutta l’umanità
e quanto, con l’aiuto di quel Dio
con cui oggi segna le sue
bandiere di guerra
l’umanità stessa ha conquistato,
e prima tra tutte perderà la libertà!

(testo luca de mata)

  • Israel Singer World Jewish Congress,USA
    Alla fine dobbiamo tornare all’unico modo di guardare alla libertà di capire bene la libertà! E nel contesto che Dio a dato all’uomo. Ogni persona è libera in ragione che rispetta le leggi di Dio. Questa è una persona libera.
    Se abusiamo del nome di Dio per esercitare la violenza, per esercitare il terrore dicendo che stiamo parlando in suo nome…bene non vi è crimine più grande né insulto più grande del nome di Dio!

(Israel Singer World Jewish Congress - USA)

La vita monastica

Cattolicesimo 2 Commenti

 

Ma quanti? Sono capaci
di spogliarsi di tutto
per offrire alla riflessione
di tutti noi quale sia unashillong-consacra-vescovi-3.JPG
strada per incontrare il Dio della pace
e non del dominio.

(testo di luca de mata)

  •  Dom Louis Marie de Geyer d’Orth Abbazia St. Madeleine, Le Barroux
    La prima cosa che vorrei sottolineare è che abbiamo tutti più o meno l’illusione della libertà; vedo bene questo in tutte le persone che incontriamo e anche nei giovani monaci che entrano.
    Si pensa di essere liberi in misura che si approfondisce la vita spirituale e ci si rende conto che si è tutti più o meno schiavi di qualcosa.
    E’ Cristo che è venuto per liberarci, liberarci attraverso la sua croce ed è venuto ad invitarci ad una alleanza un’amicizia con Dio alla quale tutti gli uomini hanno la possibilità di rispondere liberamente.
    La vita monastica è un modo di rispondere a questa chiamata a questa vocazione di intimità con Lui.
    La vita monastica contrariamente a quello che si potrebbe credere, è si una scuola per servire Dio e in realtà scuola di liberazione. Ci si libera di tutti i legami. I legami più forti che ci tengono legati alla terra e che ci impediscono di unirci a Dio.
    E’ dunque veramente liberamente, molto liberamente che un monaco è portato a consacrarsi completamente a Dio e questa libertà è assolutamente indispensabile perché possa perseverare fino alla fine.
    Perchè la vita monastica è una lotta spirituale che dura tutta la vita, una buona lotta per unirsi definitivamente, completamente, perfettamente nella carità a Dio e a tutti i nostri fratelli.

(Dom Louis Marie de Geyer d’Orth )

La vita di questi monaci
è identica a quella dei tanti
monaci che in altre parti del mondo
pregano e lavorano e testimoniano
e pregano non per affermare la
supremazia, il domino
di una fede su un’altra
ma soprattutto perché
possano convivere e svilupparsi
tutte le dimensioni del progresso.

(testo di luca de mata)

L’uomo giusto

Testo di Luca De Mata Nessun commento

Dio: pace o dominio?
Ogni religione un tassello
per capire dove le religioni,
che poi siamo noi, stanno portando
l’umanità.
Spesso le differenze sono minime,
quanto immense costruzioni di secoli,
ind_0424.JPGcome tra il Jainismo e l’Induismo
la grande religione dell’India
con i suoi milioni di fedeli.
La testimonianza  New Dely del responsabile
del grande Tempio Jaini

  • Devinder Jain - Responsabile del Tempio Jainista.
    Ma quale è la differenza tra la religione Indu e quella Giaini. Nel culto della religione Indu le offerte sacrificali sono distribuite tra le persone.devinder-jain.bmp Nella nostra religione Giaini una volta che l’offerta è fatta a Dio non può essere nemmeno toccata con le mani, non possiamo neanche parlare di distribuirla, questa è la principale differenza tra le due religioni. Il Giainismo non deriva dalla religione Induista.E’ una religione completamente diversa. Otto sono gli elementi che introduciamo nelle nostre preghiere.: l’acqua offerta per la nascita la vecchiaia e la morte. Il secondo elemento è il legno di sandalo.Il terzo è un elemento incorruttibile che non può essere distrutto. Il quarto i fiori per controllare il desiderio per l’altro sesso. Il quinto contro l’ira ed il sesto per non avere desiderio della ricchezza. E per questo offriamo la luce. Settimo l’incenso, e poi ottavo i frutti, per ottenere la salvezza. Per la nostra religione Giaini la mente può diventare Dio, l’unica cosa da fare è seguire la strada che hanno tracciato. Ultima offerta è “noi stessi in preghiera”.

(Devinder Jain - Jainista)

Abbiamo voluto dare spazio
alla cultura, alla fede,
alla religione Jaini
per la sua storia di moderazione
e di dimensione di pace,
l’uomo giusto è chi è capace di
spogliarsi di tutto
Ma quanti? Sono capaci
di spogliarsi di tutto

(testo di luca de mata)

Jainismo, nutrire il nostro corpo

Jainismo 1 Commento

Per capire una fede
come il jainismo,
ancora la testimonianza di
una loro monaca che
spiega che la pace,
la dimensione della pace
del rispetto del prossimo
è anche una scelta del come
nutrire il nostro corpo.
La monaca usa termini forti anche per
condannare quell’estremismo
religioso che fa tante vittime
anche in India.

(testo di luca de mata)

  • Sugayamy Mataji - Suora Jainista discepola del guru Bahubal
    E’ detto nella scienza morale se non vuoi andare nell’aula di giustizia mangia un po’ di sofferenza, se non vuoi andare dal dottore allora mangia meno, se vuoi passare attraverso questo mondo mangia cibo vegetariano, devi mangiare sempre cibo vegetariano.
    Se un madre educa suo figlio a uccidere gli animali, poi lo potrà spingere anche al suicidio per uccidere altri, questa non è una madre ma un macellaio!
    Dobbiamo pensare alla madre prima che al bambino.
    E’ la madre che istruisce il bambino fin dalla nascita, è la madre che insegnare al bambino le parole e i canti della religione. Questo tipo di donna contribuisce a far diventare i figli leali e amanti della pace nella società.

(Sugayamy Mataji - Suora Jainista)

La questione della dimensione della donna (Jainisti)

Jainismo 2 Commenti

Tra i popoli del pianeta
loro fedi e civiltà
nella diversità del
dialogo con Dio
o come si voglia verso il
concetto di perfezione,
la questione della dimensione
della donna ritorna sempre.
Dove da sempre si ripetono
i più antichi riti animasti…
Si! La donna,
balla,
partecipa ai riti,
esclusa dai luoghi più sacri.
Non diversamente nelle altre
religioni con sottolineaturedevinder-jain.bmp
più o meno accentuate.
Come ci testimonia
Il responsabile di uno dei più
Grandi templi jainisti vicini a New Dely.

  • Devinder Jain - Responsabile Tempio Jainista.
    La donna non porta alla salvezza, la salvezza viene solo dall’uomo, da lì si apre la via della salvezza.
    Se le donne vogliono pregare Dio devono correggersi ed avvicinarsi al genere maschile. Solo se vanno verso il genere maschile possono venerare Dio.

Tutto molto complicato da capire
soprattutto per l’occidente.
Occidente dove ancora troppo
spesso l’eguaglianza dei diritti
è più un’affermazione che una
dimensione reale.
Del grande guru jainista Bahubal
incontriamo due sue discepole,
due monache, che hanno interamente consacrato
la loro vita per testimoniare la loro fede.

  • Mukti Laxmi Mataji - Suora discepola del guru Bahubal
     Nel mondo l’anima di ogni creatura vivente di ogni essere vivente l’anima è uguale sia che sia nella donna che nell’uomo, sia sulla terra, che nell’acqua o nel fuoco, nella foresta o nel centro dell’essere.
    La donna è fragile. E’ come un bicchiere di vetro.
    Se si rompe anche leggermente, bisogna rifarlo. Tutto. Nuovamente.
    E se questa è l’inferiorità oggettiva della donna, la sua anima non è inferiore all’uomo
    Perché se la donna agisce come un uomo, si comporta da uomo raggiungerà la grandezza dell’anima.
    Non è debole la donna, ha tutte le qualità.
    La donna può dare una grande educazione ai propri bambini. E’ lei è la prima insegnante.
    E’ la donna che rende l’uomo capace di ottenne grandi posizioni, e se la donna è debole fisicamente, spiritualmente non è mai debole, chi vede le donne deboli in realtà è lui il debole.
    Tutte le creature sono uguali.
    Non vi sono creature grandi o inferiori.
    Tutte sono uguali.ind_0004.JPG

(Mukti Laxmi Mataji - Suora )

Sassi, fiumi e pietre…perchè Dio risvegli nella terra i frutti dell’abbondanza.

Testo di Luca De Mata Nessun commento

Dio! Chi ?
In queste puntate abbiamo percorso il pianeta
da un continente all’altro, da una nazione all’altra,
tra le Fedi ed i luoghi di Dio.
comunità di uomini e donne,
popoli,
culture, religioni.
Le loro preghiere.
I loro culti.
I loro essere e stare ai piedi di Dio.
Le loro implorazioni.
I loro sacerdoti.
I loro monaci e monache.
Le loro guide.
Luoghi di incontro.
Templi, Chiese, Cattedrali, Monumenti,
Sinagoghe, Moschee, Monti sacri,
Boschi sacri, Alberi sacri, Basiliche, Monasteri, Case.
Ma c’è anche meno visibile
un modo di rivolgersi a Dio
antico di millenni
affascinante nel suo primitivismo
fatto di sassi, fiumi, pietre e muri,
persone ed animali, sacri e sacro,
tutto e quanto
l’umanità identificò come strada
verso Dio. Il Suo Mistero.
Sacrifici anche di sangue
perché Dio risvegli nella terra
i frutti dell’abbondanza,
la salvezza dalle malattie
dagli spiriti che le influenzano.

(testo di luca de mata)

“…godere dell’esistenza dell’altro…” Madre Diana Papa - Clarisse S.Chiara - Otranto

Cattolicesimo 9 Commenti

Ma sono credibili, moderne? Oggi! Ancora oggi! le parole che vengono da un clausura? Da una monaca di clausura? Monaca chiusa nel suo tempo? Monaca chiusa nelle suo ore? Chiusa nelle sue loro stanze di preghiera. Monaca di processioni di povertà e rinuncia?

(testo luca de mata)

  • Madre Diana Papa - Clarisse di S.Chiara - Diocesi Otranto
    “E’ importante rivolgersi verso l’altro e godere dell’esistenza dell’altro. Non è possibile in nome di Dio ammazzare gli altri – non è possibile!
    E se c’è un segno di speranza che i cristiani sono chiamati a diffondere è quello dell’amore alla vita perché dove c’è l’amore alla vita lì è presente Dio.madre-diana-papa.bmp

(Madre Diana Papa)

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