Ratzinger - Cardinale Ratzinger Joseph in Processione - Cracovia - Polonia - 2003

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Il coraggio della pace

Cattolicesimo, Cristianesimo 100 Commenti
  • Don Salvatore Vitiello  - Università Cattolica Sacro Cuore -  Roma - Italia
    Il coraggio della pace è proprio la chiamata più grande delle religioni. Su questo valore, sulla pace, le religioni saranno chiamate a verificare la verità delle proprie affermazioni. Può mai un uomo andare contro ragione, può mai una religione essere contro la ragione umana e contro la natura di Dio, agire contro ragione.
    A volte ci capita, in confessionale, che ci consegnino addirittura le armi e c’è qualcuno che pretende di usarle nel nome di Dio.
    Dio, la Pace, non sono un’idea, altrimenti diventerebbero subito ideologia, ideologia e dunque violenza, violenza e dunque dominio…no! Per noi cristiani la pace è una persona, Gesù di Nazareth, Signore e Cristo, Signore della storia, vero Dio e vero Uomo in nome del quale è possibile la pace e noi cristiani per amor Suo abbiamo imparato nei secoli, a rispettare ogni uomo che ama la pace.
    Noi dialoghiamo con tutti, noi vogliamo dialogare con tutti, indipendentemente dal credo religioso indipendentemente dalle convizioni personali, perchè ogni uomo che desidera la pace in fondo desidera semplicemente andare al fondo della propria umanità.

Amore e libertà - Padre David Jaeger - OFM - Frate di Terra Santa

Cattolicesimo, Cristianesimo 97 Commenti

In questo nostro viaggio tra le varie fedi  incontriamo Padre David Jaeger
frate di Terra Santa, nato in Terra Santa!
Padre David Jaeger è un grande conoscitore
della complessa questione di questi territori,
a lui non possiamo non chiedere il significato delle parole
amore e libertà.

Padre David Maria A. Jaeger, Ofm - Frate di Terra Santapadre-david.bmp.
Anche dal punto di vista strettamente teologico cristiano la scelta di abbracciare il Vangelo e di amare Dio rivelatosi in Gesù Cristo ha senso soltanto se fatta in libertà . Tutti sappiamo dalla vita nostra personale che non ci dà alcun piacere essere amati per forza.  Abbiamo solo piacere ci dà solo consolazione quando la persona che amiamo risponde al nostro amore in assoluta libertà ed autonomia. Questo è il rischio che ha preso Dio nel dotare l’uomo dell’intelletto e della libera volontà.  Diversamente l’amore non sarebbe stato libero quindi non sarebbe stato amore.

(Padre David Maria Jaeger - Ofm)

La guerra non richiede coraggio, la pace sì!

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Sulla questione del
medio oriente citiamo le parole del
 

  • padre gesuita Samir Khalil Samir
    “Perché un tale progetto
    possa iniziare a realizzarsi
    occorre una rivoluzione mentale.
    Da più di mezzo secolo
    i responsabili politici d’Israele
    e dei paesi arabi non hanno
    proposto che la violenza
    ai loro popoli come unica soluzione
    ai problemi, convincendoli
    che il diritto e la ragione erano con loro.
    Occorrerà un lungo lavoro interiore
    e molto coraggio per cambiare discorso.
    La guerra non richiede coraggio, la pace sì! “

La vita monastica

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Ma quanti? Sono capaci
di spogliarsi di tutto
per offrire alla riflessione
di tutti noi quale sia unashillong-consacra-vescovi-3.JPG
strada per incontrare il Dio della pace
e non del dominio.

(testo di luca de mata)

  •  Dom Louis Marie de Geyer d’Orth Abbazia St. Madeleine, Le Barroux
    La prima cosa che vorrei sottolineare è che abbiamo tutti più o meno l’illusione della libertà; vedo bene questo in tutte le persone che incontriamo e anche nei giovani monaci che entrano.
    Si pensa di essere liberi in misura che si approfondisce la vita spirituale e ci si rende conto che si è tutti più o meno schiavi di qualcosa.
    E’ Cristo che è venuto per liberarci, liberarci attraverso la sua croce ed è venuto ad invitarci ad una alleanza un’amicizia con Dio alla quale tutti gli uomini hanno la possibilità di rispondere liberamente.
    La vita monastica è un modo di rispondere a questa chiamata a questa vocazione di intimità con Lui.
    La vita monastica contrariamente a quello che si potrebbe credere, è si una scuola per servire Dio e in realtà scuola di liberazione. Ci si libera di tutti i legami. I legami più forti che ci tengono legati alla terra e che ci impediscono di unirci a Dio.
    E’ dunque veramente liberamente, molto liberamente che un monaco è portato a consacrarsi completamente a Dio e questa libertà è assolutamente indispensabile perché possa perseverare fino alla fine.
    Perchè la vita monastica è una lotta spirituale che dura tutta la vita, una buona lotta per unirsi definitivamente, completamente, perfettamente nella carità a Dio e a tutti i nostri fratelli.

(Dom Louis Marie de Geyer d’Orth )

La vita di questi monaci
è identica a quella dei tanti
monaci che in altre parti del mondo
pregano e lavorano e testimoniano
e pregano non per affermare la
supremazia, il domino
di una fede su un’altra
ma soprattutto perché
possano convivere e svilupparsi
tutte le dimensioni del progresso.

(testo di luca de mata)

“…godere dell’esistenza dell’altro…” Madre Diana Papa - Clarisse S.Chiara - Otranto

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Ma sono credibili, moderne? Oggi! Ancora oggi! le parole che vengono da un clausura? Da una monaca di clausura? Monaca chiusa nel suo tempo? Monaca chiusa nelle suo ore? Chiusa nelle sue loro stanze di preghiera. Monaca di processioni di povertà e rinuncia?

(testo luca de mata)

  • Madre Diana Papa - Clarisse di S.Chiara - Diocesi Otranto
    “E’ importante rivolgersi verso l’altro e godere dell’esistenza dell’altro. Non è possibile in nome di Dio ammazzare gli altri – non è possibile!
    E se c’è un segno di speranza che i cristiani sono chiamati a diffondere è quello dell’amore alla vita perché dove c’è l’amore alla vita lì è presente Dio.madre-diana-papa.bmp

(Madre Diana Papa)

Islam politico e Islam personale (P. Samir Khalil)

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Siamo liberi di decidere? C’è chi si professa Islamico e sostiene la legittimità dello stato di inferiorità giuridica di chi è di religione diversa. E per questi estremisti, se l’islam si estendesse a tutto il mondo? Il diritto al dubbio?

(testo di Luca De Mata)

Padre Samir Khalil Samir - Cedrac - Libano
Oggi l’Islam vive una delle crisi più forti dei tempi moderni. Da una trentina di anni è l’Islam politico che predomina sull’Islam personale. L’Islam politico si esprime attraverso il fatto che è la comunità che conta e non le persone.
L’Islam politico fa parte dell’Islam ma fare dell’Islam solamente un obbiettivo politico è a mio avviso denaturare l’Islam.
L’Islam ha sempre avuto in considerazione dall’inizio sia la persona che il gruppo. Ma tentano chi ha voluto politicizzarlo di dare più peso al gruppo che alla persona. Questo si esprime nel fatto per esempio che non si riconosce pienamente l’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, dal fatto che quello che importa è il gruppo. Per esempio un uomo Mussulmano può sposare una donna Cristiana o Ebrea perché infondo i bambini dovranno seguire il padre e così il gruppo continua ad essere Mussulmano. Viceversa se una donna Mussulmana sposa un Cristiano poiché è l’uomo che predomina nella visione Islamica i bambini saranno Cristiani e quindi il gruppo Mussulmano ha perso un membro. Ma questo Islam non considera la persona che è Lei a fare la scelta che vuole.
Così se un Cristiano diventa Mussulmano mi dispiace per lui ma se è la sua convinzione che Dio lo benedica ma viceversa se un Mussulmano diventa Cristiano o Ebreo deve seguendo la sharia, la legge rivelata, deve essere ucciso perché ha dato alla comunità Mussulmana un esempio pericoloso. In questo caso la comunità prevale sull’individuo. Ora tutto questo impedisce all’Islam di entrare nella modernità. La modernità è concepita come fondata sulla persona umana, chi che sia uomo o donna credente, ateo, Mussulmano, Ebreo, Cristiano o Indù e non dipende dalla comunità.
E’ questa la vera rivoluzione dell’epoca moderna, della modernità è di aver puntato sui diritti della persona umana e sono queste le forme che devono praticare i Mussulmani per essere credibili in questo mondo moderno.

(Padre Samir Khalil Samir)

Una bambina al mercato della carne vale 15 euro

Cattolicesimo 105 Commenti

Questi monti al confine al Nord della Tailandia e Myanmar, terra di nessuno.ù
Controllati dai cartelli delle varie mafie
Abbiamo alterato la voce
e nascosto il volto di questo missionario
il perché è evidente anche per quanto ascolteremo.

  • Padre Missionario (volto e voce maschetara) villaggio Nord Thaylandia-Myanmar
    “Essendo nel nord della Tailandia quasi vicini al confine uno dei grandi problemi che c’era qui e c’è ancora è il problema della droga che arriva dalla Birmania viene portata qui in mezzo alla foresta visto che la gente qui nella foresta cammina senza problemi
    E il problema è che questa gente povera viene usata proprio perché non è tailandese non ha cittadinanza non ha diritti quindi nessuno si preoccupa di loro è povera quindi ha anche bisogno di soldi per sopravvivere, viene usata come corrieri per trasportare le anfetamine soprattutto e gli altri tipi di droghe. Questo va a finanziare molto spesso l’acquisto di armi che va a sostenere gruppi minoritari che sono in Birmania che vanno in qualche modo a combattere il potere dittatoriale. ” - (Padre Missionario)

E da questi vilaggi dove ancora
si praticano riti animasti come questo
passano armi e droga.
Tra queste montagne dove
i confini sono incerti come la vita.
Una bambina al mercato della carne
vale 15 euro,
poco più o poco meno!
15 euro,
carne di bambine e bambini
per gli orchi del pianeta,
per le latrine dell’umanità.
(testo luca de mata)

  • Don Oreste Benzi Fondatore della Comunità Giovanni XXIIIdon-benzi.bmp
    “I poveri gli schiavi non possono aspettare -
    Tra cliente e sfruttatore nessuna differenza c’è solo una uguaglianza prima di tutto nella vigliaccheria.
    Un uomo che usa un bambino i pedofili che usano i bambini, le bambine sono prima di tutto dei vigliacchi da far paura – ma più vigliaccata di così più crudeltà di questo non c’è – La prostituzione è l’effetto della vigliaccata più grande del mondo del dominio dei potenti e dei ricchi della vergognosa conduzione del potere.”

(Don oreste Benzi)

Donna: carne per il prossimo cliente.

Cattolicesimo, Cristianesimo 84 Commenti

Dio pace o dominio?
E quindi come non affrontare
l’umanità nella sua interezza
maschile e femminile?
Non si approfitta forse
di una lettura
fondamentalista delle religioni
per sottomettere il segno femminile
a quello maschile?
Tutti figli di un unico Padre!
e poi lì al mercato a
comprare una donna
30 anni più giovane di te!
e sbattertela
schiava delle tue perversioni!
E poi
donna usata
risbatterla
dove l’hai acquistata
solo carne
per il prossimo cliente.
Nel quartiere a luci rosse
di Bangkok il convento
di clausura delle monache
Carmelitane una presenza
ed una testimonianza unica
di amore e di coraggio.

(testo luca de mata)

  • Suor Tharica Tiravanichpong - Priora Carmelitane - Bangkokt-tiravanichpong-priora.bmp
    Siete nel Carmelo di Bangkok tutto intorno a qui i turisti alla ricerca del sesso. E tantissimi di questi così detti turisti sono cristiani. Tanti hanno una famiglia e tanti tornano con l’aids. Tragedie in cui coinvolgono mogli e figli.
    Come chiamarli turisti gente che usano queste ragazze come se fossero dei prodotti commerciali, vendere e comprare godimento. Ragazze costrette a prestarsi a tutto quello che i loro clienti chiedono.
    Tutto questo è contro Dio
    Tutto questo fa scadere il valore dell’umanità e della persona umana.
    Donne sfruttate ridotte a merce senza valore.
    In particolare chi è cristiano si dovrebbe ricordare che non si sfrutta mai una persona e per di più per scopi sessuali.
    Usano i loro soldi per umiliare i poveri, comprano i poveri per fare sesso,
    Perché non usano il loro denaro per alleviare le sofferenze dei poveri e conquistarsi dei meriti.
    Dovrebbero ricordarsi di essere cristiani e non usare il denaro per ottenere il domino sessuale sul prossimo.

(Suor Tharica Tiravanichpong )

Tutte vendute dallo stesso clan

Cattolicesimo, Cristianesimo 82 Commenti

Dio perché
bambine e bambini
possono essere venduti
a giocatori di perversioni
macellai della dignità?
La nostra dignità!

(testo luca de mata)

  • Ex schiavaprostituta  - (presso Suore del Buon Pastore)
    “A quel tempo eravamo 5 ragazze e siamo state tutte vendute dallo stesso clan.
    Ci hanno messo insieme e ci hanno portato in Giappone, ma non ci hanno detto che lavoro avremmo dovuto fare. Ci parlavano con dolcezza promettendoci di poter scegliere lì un lavoro. Non come in Tailandia, che se non ricevevamo i clienti eri sequestrata e bastonata.
    Ma una volta arrivata a Tokio sono stata portata nella zona a luci rosse minacciandomi che se avessi cercato di fuggire mi avrebbero prima bastonata e poi ammazzata…
    Ho subito in silenzio per molto tempo.  Anche durante il periodo del ciclo delle mestruazioni mi bastonavano perché non davo prestazioni ai clienti.
    Dovevo fare tutto quello che i clienti mi chiedevano fino a quando non avessi estinto il mio debito. Un debito senza fine. Perché una volta estinto il debito da una parte mi portavano da un’altra e lì mi dicevano che avevo un altro debito da estinguere.
    Ed infine mi hanno lasciata libera, senza più un padrone ho dovuto continuare a prostituirmi per poter mangiare.
    Mi drogavo perché senza droga non mai avrei avuto la forza di fare quello che facevo.
    Ho passato 10 anni a fare la prostituta.
    Ero disperata! Ringrazio le suore, e le persone dello governo che mi hanno aiutato ad uscire da questo commercio e spero che non ci siano più altre ragazze che come me…”

(ex schiava)

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