The right of reciprocity between the religion - Dr.Hagopian
Cristianesimo, Ebraismo, Islam 1 Commentohttp://www.youtube.com/watch?v=_98pDFnQlMA
http://www.youtube.com/watch?v=_98pDFnQlMA
Shehaden Sheik Hussein - Sceicco Sciita - Damasco - Sirya.
Purtroppo l’occidente conserva ancora un’immagine storica deformata dell’Islam, e i musulmani, malgrado la rivoluzione dell’informatica e delle comunicazioni, non hanno avuto la capacità di divulgare con profondità il messaggio; la diffusione del patrimonio islamico continua ad essere lenta.
Nella diffusione del patrimonio islamico verso l’occidente ci fu un errore oggettivo e metodologico poiché ci si limitò a presentare la parte legislativa dell’Islam, o meglio la parte teologica dell’Islam, e non la diffusione dei valori e della morale.
Di fronte all’errore dell’occidente nei suoi tentativi di conoscere il vero Islam e, dinanzi all’errore arabo islamico che è venuto meno nella trasmissione di questo Islam all’occidente, è emerso il cosiddetto “Islam politico”, che trova riferimenti partitici dalla realtà del conflitto tra l’oriente e l’occidente nel periodo del colonialismo.
In quel periodo si è manifestò un Islam che doveva contrastare l’occupazioni dell’occidente per salvaguardare proprio l’identità araba e musulmana. Questo ha aggravato e ha deformato l’immagine dell’Islam.
I mass media e i politici occidentali hanno avuto un ruolo gravissimo rappresentando lo spirito, la dottrina e la sostanza dell’Islam come un tutt’uno con le correnti politiche e partitiche islamiche. Da quel momento abbiamo iniziato a sentir parlare di terrorismo religioso e di terrorismo islamico.
Ovviamente tutto questo si accentuò durante la guerra fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti d’America. Si usò la religione islamica e l’espressione “Islam” fu impiegata in quella guerra fredda fino a deformarne l’immagine. L’Islam divenne parte in quella situazione politica.
Con il crollo dell’ex Unione Sovietica e in conseguenza degli avvenimenti dell’11 settembre, che furono denunciati da tutti i leaders islamici del mondo, l’informazione occidentale presentò uno scenario gravissimo insistendo nel voler sovrapporre l’immagine dell’Islam con le correnti politiche.
Abbiamo letto in merito diversi rapporti sul “nemico immaginario” che l’occidente vuole combattere.
Questo nemico poteva rimanere immaginario se avessimo favorito il progetto di dialogo tra le civiltà, ma l’occupazione dell’Afghanistan, dell’Iraq e prima ancora della Palestina, hanno contribuito in maniera forte a spingere l’Islam nelle logiche dei partiti e della politica.
E’ stato doveroso per i teologi e i leaders dell’Islam proclamare la propria innocenza da ogni atto che utilizza la violenza e l’uccisione in nome dell’Islam; ma si sarebbe anche dovuto proclamare, con coraggio, che il nostro problema con Israele non è un problema con gli ebrei o con l’Ebraismo, ma è un problema politico che ebbe inizio con l’occupazione della Palestina da parte di Israele.
Il nostro problema con gli Stati Uniti d’America non è un problema con i cristiani d’occidente o con il popolo americano, ma è un problema con l’Amministrazione che ha preso la decisione di occupare l’Iraq.
Una delle decisioni più gravi di questa occupazione e che essa ha prodotto una tesi che non minaccia soltanto il Medio oriente ma anche tutto il mondo, e questa tesi è quella della “confusione creativa o costruttiva”.
Questa confusione condurrà tutti non ad un pericolo che minaccia tutti ma ad un disastro per tutti.
(Shehaden Sheik Hussein )
Ogni persona deve essere protetta
sulla base dei diritti umani.
Sempre più è l’uso
che si fa delle religioni
che rischia di portarci ad uno scontro
senza ritorno per tutta l’umanità.
Il Libano è un esempio.
in questi conflitti.(Mohammed Sammak)
Queste parole indicano
una visione aperta delle Fedi.
e non sarà certo questa visione
aperta che porterà
all’ateismo o al secolarismo,
che è poi la grande paura
dei radicalismi fondamentalisti.
Perché se ci sarà futuro
per le religioni
non sarà perché io ubbidisco
alla legge, ma solo se io avrò la libertà
come persona di potermi
confrontare in libertà con le leggi,
questione oggi centrale in molte
fedi ?
(testo di luca de mata)
Assisi durante l’incontro intereligioso
organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio
nel 2006 il Professore di Teologia Islamica
ad Algeri Mohammed Esslimani.
Prof. Mohammed Esslimani di Teologia Islamica Algeria
Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso.
Ritengo che la maggior parte dei movimenti integralisti ed estremisti nel mondo islamico sono sorti per mancanza della libertà e in primo luogo per mancanza della libertà politica e poi sociale ed economica.
In mancanza della libertà e all’ombra della oppressione sono nati movimenti integralisti come reazione alla prepotenza politica, sociale e culturale.
Ritengo che una vera atmosfera di libertà e di serenità potrà produrre negli ambienti arabo islamici, se Dio vuole, movimenti moderati che credono nella mediazione in tutte le questioni.
L’oppressione! Occorre dunque che gli sforzi convergano per conoscere e diagnosticare questa malattia la prima e l’ultima. Noi nel mondo arabo e islamico soffriamo per il dispotismo e l’unilateralità “del pensiero oppressivo”.
Non vi è un’attiva partecipazione delle masse di musulmani a questo dibattito.
Non vi è la partecipazione dei giovani, dei milioni di giovani del mondo islamico. Di questi giovani che non trovano i modi che gli permetterebbero di esprimere le proprie aspettative e le proprie speranze, alcuni di conseguenza, finiscono per utilizzare canali segreti e propongono idee estremiste, esagerate e non accettate dalla religione Musulmana.
Ritengo che l’assenza della libertà è la causa principale della nascita di simili movimenti che svolgono atti non accettati da noi e dal vero Islam.
Egitto: il Cairo. In questa grande millenaria nazione la professoressa Zeinab Radawan dell’Università del Cairo sta pregando in casa. Lei oltre che docente è tra le donne più impegnate per una interpretazione della legge islamica ad esaltazione del ruolo femminile nelle nostre società. La professoressa Zeinab Radawan è considerata una tra le più attive nel mondo arabo per una interpretazione della legge islamica che non mortifichi il ruolo della donna. La professoressa ha studiato attentamente l’insieme delle regole imposte dalla fede musulmana, gli obblighi della donna verso l’uomo, e viceversa, la poligamia, il velo.
(Zeinab Radawan – Università del Cairo - Egitto)
Anche le parole della professoressa Zeinab Radawan come tante altre che abbiamo raccolto sono testimonianza della
preoccupazione dei moderati di tutte le fedi che la corruzione dei governi, dei popoli non si combatte con una
lettura fondamentalistica delle religioni, che negano i diritti delle donne più che della libertà di fede e di conversione.
(testo luca de mata)
(Sceicco Dr. Ihsan Baadarani - Damasco - Sirya)
Dio ci guarda e ci ama se vede
l’amore tra noi ha appena detto
lo sceicco Ihsan Baadarani.
Parole di pace su cui tutti riflettere
Parole lontane, inconciliabili
con i profeti delle contrapposizioni!
In cui ci sono solo,
fedeli ed infedeli.
Ma è anche vero che il radicalismo
settario, quello che incolpa sempre l’altro,
che addita il nemico da odiare,
e questo vale per tutte le fedi,
fa più presa tra i milioni di diseredati,
piuttosto che le parole di pace scambiate
negli incontri di pace.
Probabilmente indicare
il nemico e non tendere mani
di amicizia ci fa fuggire
dall’accettare tutti le nostre responsabilità.
E’la fuga dai nostri problemi,
è fuga da tutte le nostre responsabilità.
(testo luca de mata)
Cosa è il sacro poi se non il desiderio
di ogni uomo, di ogni donna
di voler andare oltre.
Sentimenti comuni di tutte
le religioni, come in Burkina Faso
dove Somalia Belem consigliere della
comunità mussulmana
non ha paura di condannare pubblicamente
chi cerca la morte per uccidere il suo prossimo.
Perché uccidere l’altro è cercare un altro
per togliergli la vita
e togliere quella vita agli altri che lo amano
e a Dio che lo ama .
(testo luca de mata)
(Somaila Belem)
Somalia Belem come tanti
suoi connazionali che appartengono alla
sua stessa fede Islamica
afferma che solo accettandosi
tutti figli della stessa grande famiglia
si vince sulla guerra!
Non esiste un Dio del dominio,
una religione del dominio!
Gli interessi egoistici degli uomini,
i loro fanatismi, sono i veri nemici
della pace tra i popoli.
Ma ancora prima di queste domande
in molti affermano che
l’occidente è stata la culla di tutti
i fondamentalismi quando
non li ha finanziati
(Dott. Hassan Hanafi )
Pace!
dominio di Dio!
questa certezza
unisce tanti credenti
che non usano la religione
per se stessi
ma la mettono
al servizio di Dio per il bene
di tutti.
In questi nostri tempi,
dove serpeggia il relativismo
ed il fondamentalismo,
ed ogni credente
deve fare la sua parte per testimoniare
il desiderio di vivere
nella verità e nella pace.
Questo è possibile.
Siamo in Tailandia
nel grande slum
a ridosso del porto di Bangkok
nel centro di solidarietà fondato
da padre Joe Maier
incontriamo Ahmina Dae Belaeh coordinatrice
del gruppo delle donne musulmane dello slum
Ahmina Dae Belaeh coordinatrice donne musulmane Bangkok
Io sono di fede islamica e mi sento unita a Padre Joe anche per quello che fa per combattere la droga. Se ho dei problemi ne parlo con lui per avere aiuto e viceversa. Ci vogliamo bene! Siamo come un fratello ed una sorella.
Padre Joe fa del bene, e tanto! in questa nostra bidonville E’ una persona onesta!
Aiuta ed è vicino ai poveri, alle famiglie. Ai giovani che sono sbandati. Scusatemi se sarò breve, ma oggi è venerdì e tra poco alle dodici e trenta dovrò andare alla moschea a pregare. Non c’è grande differenza tra musulmani e cristiani. Noi qui ci vogliamo bene.
Io sono musulmana e quello che faccio per la gente di questo slum lo faccio perché credo nel Dio del Corano.
Così Padre Joe lo fa perché crede nel suo Dio.
Se poi c’è una rinascita come dicono i buddisti, rinasceremo , senz’altro, come persone superiori: perché abbiamo aiutato la nostra gente.
Io stessa non ho soldi da poter spendere, ho soltanto il mio cuore e lo do tutto per questa gente dello slum. E sono come tante altre persone che aiutano gli altri.
Come facciamo io e padre Joe, non è qui solo questione di aiutare con strumenti finanziari, ma è dare sé stessi in prima persona come facciamo noi.
E questo non è un fatto determinato da questa o quella religione, perché noi lavoriamo sul concreto.
La religione può essere diversa, ma noi collaboriamo sul concreto.
Tutto questo in una Tailandia
dove ovunque
i templi buddisti
ed il buddismo
segnano il territorio ed i comportamenti.
(testo di Luca De Mata)
Nel rapporto
tra Cristianesimo ed Islam
i riferimenti a Gesù nell’hadith,
che la Tradizione
ha attribuito a Maometto
dimostrano il senso di venerazione
nei confronti di Gesù.
Si riconosce la sua importanza.
Ed anche se i mussulmani
sottolineano che Gesù
viene dopo Maometto,
i mistici, musulmani, hanno definito
Gesù nei loro scritti
come un maestro spirituale,
come colui che mette in risalto
l’amore di Dio,
la pazienza nei momenti di prova,
l’abbandono a Dio,
l’ascesi e la povertà,
l’umiltà e l’amore.
Sirya, Damasco
La testimonianza dello Sceicco Sciita
Shehaden Sheik Hussein
Shehaden Sheik Hussein - Sceicco sciita – Damasco - Sirya
L’Islam considera sacra la vita umana a prescindere dalla religione, dall’identità, dall’appartenenza nazionalistica, e considera che l’attentato alla vita dell’individuo un attentato a tutti gli uomini.
“Chi uccide un uomo senza che esso abbia commesso un male è come se avesse ucciso tutti gli uomini”.
Rivolgo un invito ad una lettura attenta dello scenario islamico deformato da quei conflitti politici che hanno offuscato l’immagine dell’Islam e quella delle religioni in tutto il mondo.
Nel momento in cui abbiamo denunciato gli attentati alle Chiese in Iraq, abbiamo detto che ogni persona che commette attentati nei confronti di ogni Chiesa in qualsiasi parte del mondo, non fa altro che commettere attentato ad una delle case di Dio
La nostra denuncia degli attentati di Londra, Madrid e Stati Uniti d’America non era soltanto per motivi umanitari ma dettata dalla nostra fede nell’Islam che ci obbliga a rispettare il diritto dell’altro alla dignità, alla vita e alla libertà.
Alcuni studi occidentali hanno approfittato della interpretazione di alcuni versetti del Corano circa il “Jihad” per descrivere l’Islam come religione violenta.
Permettetemi di dire che tutti i versetti circa il “Jihad” contenuti nel Corano sono inerenti alla cultura della difesa propria, della difesa dei diritti e della libertà.
Nella teologia del “Jihad islamico” non vi è nulla che inviti ad aggredire gli altri o qualcosa che giustifichi la violenza a prescindere dalle motivazioni religiose o economiche.
Mi sembra che abbiamo bisogno di mettere fine all’epoca della rottura tra oriente e occidente.
Gran parte dei problemi concernenti la percezione dell’altro sono derivati da questa rottura.
E, mentre apprezziamo gli sforzi del Pontefice, di Papa Benedetto XVI, e del Vaticano e di tutto il mondo cristiano, per costruire ponti di collegamento, sentiamo il bisogno di esprimere anche noi un nostro contributo in questo senso per denunciare quanto tempo abbiamo perso per quella rottura che ha imposto la politica.
E, se è della politica la determinazione, l’arroganza di nel difendere i propri progetti di dominio, allora dobbiamo come nazione di credenti avere un minimo di determinazione per difendere i diritti dei nostri bambini a vivere in pace con gli altri bambini nel mondo.
Anticamente si diceva che la religione costruisce a la politica distrugge.
Dobbiamo formare una forza di dissuasione religiosa perché non crolli questa struttura umana, ma ciò non avverrà se non attraverso il risveglio della coscienza religiosa.
Abbiamo bisogno del silenzio di Maria per imparare come leggere il nostro nuovo libro.
L’aggressione contro ogni uomo è aggressione alla Torath, al Vangelo e al Corano.
(testo Shehaden Sheik Hussein)