The right of reciprocity between the religion - Dr.Hagopian

Cristianesimo, Ebraismo, Islam 41 Commenti

http://www.youtube.com/watch?v=_98pDFnQlMA

Un’immagine storica deformata dell’Islam

Islam 47 Commenti

Shehaden Sheik Hussein  - Sceicco Sciita - Damasco - Sirya.
Purtroppo l’occidente conserva ancora un’immagine storica deformata dell’Islam, e i musulmani, malgrado la rivoluzione dell’informatica e delle comunicazioni, non hanno avuto la capacità di divulgare con profondità il messaggio; la diffusione del patrimonio islamico continua ad essere lenta.
Nella diffusione del patrimonio islamico verso l’occidente ci fu un errore oggettivo e metodologico poiché ci si limitò a presentare la parte legislativa dell’Islam, o meglio la parte teologica dell’Islam, e non la diffusione dei valori e della morale.
Di fronte all’errore dell’occidente nei suoi tentativi di conoscere il vero Islam e, dinanzi all’errore arabo islamico che è venuto meno nella trasmissione di questo Islam all’occidente, è emerso il cosiddetto “Islam politico”, che trova riferimenti partitici dalla realtà del conflitto tra l’oriente e l’occidente nel periodo del colonialismo.
In quel periodo si è manifestò un Islam che doveva contrastare l’occupazioni dell’occidente per salvaguardare proprio l’identità araba e musulmana. Questo ha aggravato e ha deformato l’immagine dell’Islam.
I mass media e i politici occidentali hanno avuto un ruolo gravissimo rappresentando lo spirito, la dottrina e la sostanza dell’Islam come un tutt’uno con le correnti politiche e partitiche islamiche. Da quel momento abbiamo iniziato a sentir parlare di terrorismo religioso e di terrorismo islamico.
Ovviamente tutto questo si accentuò durante la guerra fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti d’America. Si usò la religione islamica e l’espressione “Islam” fu impiegata in quella guerra fredda fino a deformarne l’immagine. L’Islam divenne parte in quella situazione politica.
Con il crollo dell’ex Unione Sovietica e in conseguenza degli avvenimenti dell’11 settembre, che furono denunciati da tutti i leaders islamici del mondo, l’informazione occidentale presentò uno scenario gravissimo insistendo nel voler sovrapporre l’immagine dell’Islam con le correnti politiche.
Abbiamo letto in merito diversi rapporti sul “nemico immaginario” che l’occidente vuole combattere.
Questo nemico poteva rimanere immaginario se avessimo favorito il progetto di dialogo tra le civiltà, ma l’occupazione dell’Afghanistan, dell’Iraq e prima ancora della Palestina, hanno contribuito in maniera forte a spingere l’Islam nelle logiche dei partiti e della politica.
E’ stato doveroso per i teologi e i leaders dell’Islam proclamare la propria innocenza da ogni atto che utilizza la violenza e l’uccisione in nome dell’Islam; ma si sarebbe anche dovuto proclamare, con coraggio, che il nostro problema con Israele non è un problema con gli ebrei o con l’Ebraismo, ma è un problema politico che ebbe inizio con l’occupazione della Palestina da parte di Israele.
Il nostro problema con gli Stati Uniti d’America non è un problema con i cristiani d’occidente o con il popolo americano, ma è un problema con l’Amministrazione che ha preso la decisione di occupare l’Iraq.
Una delle decisioni più gravi di questa occupazione e che essa ha prodotto una tesi che non minaccia soltanto il Medio oriente ma anche tutto il mondo, e questa tesi è quella della “confusione creativa o costruttiva”.
Questa confusione condurrà tutti non ad un pericolo che minaccia tutti ma ad un disastro per tutti.

(Shehaden Sheik Hussein )

L’uso che si fa delle religioni

Islam 39 Commenti

Ogni persona deve essere protetta
sulla base dei diritti umani.
Sempre più è l’uso
che si fa delle religioni
che rischia di portarci ad uno scontro
senza ritorno per tutta l’umanità.
Il Libano è un esempio.

  • Mohammed Sammak - Consigliere politico del Gran Mufti - Libano
    Il Medio Oriente è il posto dove iniziarono tutte le civiltà, dai Faraoni, agli Assiri, ai Fenici.
    Tutte le religioni monoteiste ebbero inizio in Medio Oriente; Ebraismo, Cristianesimo e Islam.
    In questa parte del mondo si è versato molto sangue e molte lacrime e poi fatte tante preghiere per la pace.
    Ma non vi è pace in questa parte del mondo.
    Cosa si è sbagliato.
    Due o tre sono le ragioni principali.
    La prima, è la manipolazione della religione
    Si! vi sono dispute regionali, ma la religione è stata usata come un pretestomohammed-sammak.bmp in questi conflitti.
    La seconda ragione è che vi sono gruppi religiosi che credono che il loro credo è l’unico che porta a Dio.
    Dio è con loro.
    Ma vi sono tanti modi che portano a Dio. Dio è per tutti ed è di ogni creatura.
    Dio ci ha creato tutti. La dignità dell’uomo è data da Dio. La libertà dell’uomo è data da Dio .
    Quindi nessun un gruppo religioso può dire che Dio è solo il suo e gli altri no!
    Questo è il motivo per cui il fondamentalismo gioca un ruolo negativo contro la pace per le popolazioni del Medio Oriente.
    Il vero problema in Medio Oriente è politico.
    Il vero problema è il diritto delle persone a vivere, il diritto delle persone ad avere la propria libertà. Il diritto delle persone ad avere la sovranità nel proprio paese.
    Giustizia e la pace sono due facce della stessa moneta. Quindi tutti hanno diritto a credere alla propria religione. Ma sfortunatamente la religione è usata in modo negativo.

        (Mohammed Sammak)

Queste parole indicano
una visione aperta delle Fedi.
e non sarà certo questa visione
aperta che porterà
all’ateismo o al secolarismo,
che è poi la grande paura
dei radicalismi fondamentalisti.
Perché se ci sarà futuro
per le religioni
non sarà perché io ubbidisco
alla legge, ma solo se io avrò la libertà
come persona di potermi
confrontare in libertà con le leggi,
questione oggi centrale in molte
fedi ?

(testo di luca de mata)

Movimenti integralisti, mancanza della libertà politica, sociale ed economica

Islam 30 Commenti

Assisi durante l’incontro intereligioso
organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio
nel 2006 il Professore di Teologia Islamica
ad Algeri Mohammed Esslimani.

Prof. Mohammed Esslimani di Teologia Islamica Algeria
Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso.
Ritengo che la maggior parte dei movimenti integralisti ed estremisti nel mondo islamico sono sorti per mancanza della libertà e in primo luogo per mancanza della libertà politica e poi sociale ed economica.
In mancanza della libertà e all’ombra della oppressione sono nati movimenti integralisti come reazione alla prepotenza politica, sociale e culturale.
Ritengo che una vera atmosfera di libertà e di serenità potrà produrre negli ambienti arabo islamici, se Dio vuole, movimenti moderati che credono nella mediazione in tutte le questioni.
L’oppressione! Occorre dunque che gli sforzi convergano per conoscere e diagnosticare questa malattia la prima e l’ultima. Noi nel mondo arabo e islamico soffriamo per il dispotismo e l’unilateralità “del pensiero oppressivo”.
Non vi è un’attiva partecipazione delle masse di musulmani a questo dibattito.
Non vi è la partecipazione dei giovani, dei milioni di giovani del mondo islamico. Di questi giovani che non trovano i modi che gli permetterebbero di esprimere le proprie aspettative e le proprie speranze, alcuni di conseguenza, finiscono per utilizzare canali segreti e propongono idee estremiste, esagerate e non accettate dalla religione Musulmana.
Ritengo che l’assenza della libertà è la causa principale della nascita di simili movimenti che svolgono atti non accettati da noi e dal vero Islam.

Ruolo della donna nella società a maggioranza Islamica

Islam 31 Commenti

Egitto: il Cairo. In questa grande millenaria nazione la professoressa Zeinab Radawan dell’Università del Cairo sta pregando in casa. Lei oltre che docente è tra le donne più impegnate per una interpretazione della legge islamica ad esaltazione del ruolo femminile nelle nostre società. La professoressa Zeinab Radawan è considerata una tra le più attive nel mondo arabo per una interpretazione della legge islamica che non mortifichi il ruolo della donna. La professoressa ha studiato attentamente l’insieme delle regole imposte dalla fede musulmana, gli obblighi della donna verso l’uomo, e viceversa, la poligamia, il velo.

  • Zeinab Radawan – Università del Cairo - Egitto
    “In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. Sulla questione della donna araba e di come viene vista dall’occidente c’è confusione tra la religione musulmana ed i gruppi che esercitano il potere sulle donne.
    Se prendiamo quanto è stato scritto nel Corano riguardo il velo e il modo di vestire della donna, non troviamo il termine “velo” quale vestito obbligatorio per la donna. Alle donne è chiesto rispetto davanti all’uomo e la conservazione della virtù. Non c’è un vestito preciso che porti alla virtù. Noi quindi potremmo dire che l’Islam non intende imporre un vestito speciale per le donne, ma intende un comportamento specifico che orienta sia l’uomo che la donna, e non susciti il desiderio sessuale.
    Per quanto riguarda la poligamia: l’Islam l’ammette solo in due casi: quando la moglie è sterile o è malata!
    Se la prima moglie non ha di come sostenersi rimarrà nella casa e la nuova moglie deve accettare di vivere con lei nello stesso luogo…se è necessario. La moglie deve essere sempre d’accordo, diversamente è maledetto da Allah!
    Perciò è proibito sposarsi per il piacere.
    Nella pratica invece gli uomini si sposano più volte senza osservare queste norme. Sono così, peccatori davanti a Dio.
    Io personalmente non metto il velo!
    Io sono giusta per come mi comporto, non perché porto, o non porto, il velo!
    E quando nelle moschee invitano a mettere il velo, loro non conoscono la realtà della fede.
    E poi le persone che pagano ragazzi e ragazze, li obbligano ad obbedire ai loro ordini, fanno questo per creare problemi nelle organizzazioni, nelle università e far degenerare nella violenza le manifestazioni. E sono questi gruppi a spingere sempre nuove persone convincendole che loro sono gli eletti ad andare contro questa società che è corrotta. Spero di vedere la fine di questi atteggiamenti.”

        (Zeinab Radawan – Università del Cairo - Egitto)

Anche le parole della professoressa Zeinab Radawan come tante altre che abbiamo raccolto sono testimonianza della
preoccupazione dei moderati di tutte le fedi che la corruzione dei governi, dei popoli non si combatte con una
 lettura fondamentalistica delle religioni, che negano i diritti delle donne più che della libertà di fede e di conversione.

(testo luca de mata)

Islam: Dio ci guarda e ci ama se vede l’amore tra noi…Sceicco Dr. Ihsan Baadarani - Damasco - Sirya.

Islam 47 Commenti
  • Sceicco Dr. Ihsan Baadarani - Damasco  - Sirya.
    “Tutti sono figli di Dio, tutti sono creature di Dio Onnipotente.
    La società si costruisce secondo l’aiuto dato ai deboli da parte dei forti; la famiglia si costruisce secondo l’amore dell’uomo verso la donna.
    Quanto più è la misericordia tra gli uomini quanto più sarà la pace e la sicurezza tra di loro.
    Non c’è violenza nell’Islam nè in tutte le religioni.
    Non vi è ingiustizia, oppressione, prepotenza, perché le religioni, e l’Islam, sono date da Dio.
    E Dio è pace e misericordia.
    Quattro nell’Islam sono le condizioni perché si possa combattere: la prima è se sei aggredito; la seconda è se sei cacciato dalla tua terra; e la terza è se la tua dottrina viene aggredita. La quarta condizione richiede la persistenza dell’ingiustizia.
    Se ci sono queste condizioni allora la guerra diventa atto lecito. Il combattimento, se avviene, dovrebbe risparmiare bambini, anziani, donne, inermi e i malati.
    Anche gli alberi non devono essere abbattuti e gli animali non devono essere uccisi.
    Dio è pace,
    Dio è misericordia,
    Dio è amore.
    E poiché Dio è amore, Egli ci invita alla conoscenza reciproca tra tutti gli esseri umani; alla collaborazione e ci invita a far del bene a tutti gli esseri umani senza distinzione alcuna.
    A questo ci invita l’Islam perchè la terra diventi “casa della pace” “casa dell’amore e della Misericordia” perché Dio è pace, amore e misericordia.
    E, se l’amore dovesse abbandonare i cuori degli uomini, allora non ci sarà collaborazione; e se viene a mancare la collaborazione non ci sarà il bene; e se manca il bene ci sarà allora la distruzione della terra.
    Non vi è differenza tra gli uomini anche se cambia la loro religione, il loro colore, la loro lingua e le loro patrie.
    La misericordia è la patria di tutti;
    la pace è la patria di tutti;
    l’amore è la patria di tutti.
    Chi ama la patria e tutta la terra amerà i figli di Dio e vivrà in pace con loro e si sentirà sicuro tra di loro.
    I nomi che si danno a Dio nell’Islam sono tanti e molteplici poiché il nome di Dio viene pronunciato in 99 modi e, tra essi,
    “An - Nâfì” cioè “Colui che procura guadagno”;
    “Al-Hadi” cioè “Colui che guida”;
    “An-Nur” cioè “La Luce”;
    “Al-Mahaba” cioè “L’amore”;
    “Al-Rahma” cioè la “Misericordia”;
    “Ar-Rahman” cioè “Il Misericordioso”;
    “Al-Rahim” cioè “Il Compassionevole”;
    “As-Salam” cioè “La Pace”;
    “Al-Karim” cioè “Il Generoso”;
    “Al-Afuww” cioè “Colui che cancella (le conseguenze dei peccati)”;
    “Al-Ghafur” cioè “Colui che perdona”;
    “Al-Tawwab” cioè “Colui che accoglie il pentimento”, il pentimento di tutti i suoi fedeli amandoli come loro amano;
    Iddio dice nel Corano;”Egli li ama e loro amano Lui”.
    Egli ama i fedeli e questi lo amano.
    Egli ama tutto il creato e tutti lo amano”.
    Iddio dice ancora;”Dio li ha accolti e loro fecero lo stesso.
    Essi lo accolsero come il Dio della pace, dell’amore e della misericordia.
    Ti chiediamo, o Signore, di essere misericordioso con noi il giorno della risurrezione e di diffondere la misericordia in mezzo a tutte le genti affinché la Tua misericordia si diffonda in noi, poiché Tu sei il Misericordioso, Tu sei la Pace, l’amore.
    Iddio è pace e non prepotenza;
    Dio è amore e non arroganza;
    Dio è compassione e non severità;
    Dio è Colui che ama i suoi fedeli e quindi dobbiamo amarlo.
    E, se desideriamo amare Dio, dobbiamo amarci gli uni e gli altri perché Dio ci guarda e ci ama se vede l’amore tra noi.”

(Sceicco Dr. Ihsan Baadarani - Damasco  - Sirya)

Dio ci guarda e ci ama se vede
l’amore tra noi ha appena detto
lo sceicco Ihsan Baadarani.
Parole di pace su cui tutti riflettere
Parole lontane, inconciliabili
con i profeti delle contrapposizioni!
In cui ci sono solo,
fedeli ed infedeli.
Ma è anche vero che il radicalismo
settario, quello che incolpa sempre l’altro,
che addita il nemico da odiare,
e questo vale per tutte le fedi,
fa più presa tra i milioni di diseredati,
piuttosto che le parole di pace scambiate
negli incontri di pace.
Probabilmente indicare
il nemico e non tendere mani
di amicizia ci fa fuggire
dall’accettare tutti le nostre responsabilità.
E’la fuga dai nostri problemi,
è fuga da tutte le nostre responsabilità.

(testo luca de mata)

Togliergli la vita a Dio che lo ama

Islam 43 Commenti

Cosa è il sacro poi se non il desiderio
di ogni uomo, di ogni donna
di voler andare oltre.
Sentimenti comuni di tutte
le religioni, come in Burkina Faso
dove Somalia Belem consigliere della
comunità mussulmana
non ha paura di condannare pubblicamente
chi cerca la morte per uccidere il suo prossimo.
Perché uccidere l’altro è cercare un altro
per togliergli la vita
e togliere quella vita agli altri che lo amano
e a Dio che lo ama .

(testo luca de mata)

  • Somaila Belem - consigliere comunità musulmana – Burkina Faso
    “Noi tutti sentiamo che nel mondo intero ci sono delle guerre causate da contrasti dovuti a malintesi tra le diverse religioni.. Ma qui in Burkina Faso non sta succedendo, perché tra di noi musulmani e cristiani ci accettiamo come figli della stessa grande famiglia.
    Secondo la nostra fede musulmana, non è permesso che qualcuno si dia la morte; è Dio che toglie la vita. E se qualcuno si suicida, va contro l’Islam.”

(Somaila Belem)

Somalia Belem come tanti
suoi connazionali che appartengono alla
sua stessa fede Islamica
afferma che solo accettandosi
tutti figli della stessa grande famiglia
si vince sulla guerra!

L’occidente la culla di tutti i fondamentalismi?

Islam 57 Commenti

Non esiste un Dio del dominio,
una religione del dominio!
Gli interessi egoistici degli uomini,
i loro fanatismi, sono i veri nemici
della pace tra i popoli.
Ma ancora prima di queste domande
in molti affermano che
l’occidente è stata la culla di tutti
i fondamentalismi quando
non li ha finanziati

  • Hassan Hanafi  - Università del Cairo - Egitto
    Il mondo funziona in base alla legge dell’azione e della reazione.
    La civiltà occidentale si è ampliata nel materialismo, nel razionalismo e nella critica, ma nonostante ciò non si è salvata dalle guerre.
    La prima guerra mondiale e poi la seconda guerra mondiale. Il colonialismo che coinvolse l’America latina, l’Africa e l’Asia.
    La conseguenza fu l’odio verso la cultura occidentale.
    Nascono movimenti integralisti negli Stati Uniti d’America mentre la destra si impadronisce dell’Europa specialmente in Germania dove rinasce il neonazismo e in Italia correnti di destra cosi come in Francia.
    Tutto questo è una critica alla civiltà occidentale è una critica alla chiamata divina, alla profezia, come crede Bush che Dio lo ha scelto per eseguire la volontà dei profeti o come crede il sionismo che aspetta di tornare nella terra promessa secondo la promessa divina.
    Questa è l’origine dell’integralismo in occidente come reazione agli aspetti materiali della vita e ritorno alla profezia rifiutata dall’occidente all’inizio dei secoli moderni.
    Quanto alle tendenze integraliste fuori dall’occidente europeo e americano, queste sono nate a causa di determinate condizioni: l’occupazione della Palestina, dell’Iraq, l’occupazione di alcune zone del Libano, l’occupazione della Siria, la minaccia verso il Sudan e l’Iran nonché lo sgretolamento del mondo.
    Queste condizioni hanno permesso l’apparizione del fondamentalismo inteso come difesa delle patrie e dei patrimoni in contrapposizione al modello occidentale.
    Quindi l’integralismo nasce in ogni società a secondo delle specifiche condizioni. E così si manifesta la violenza, il rifiuto dell’altro e il fanatismo.
    Se l’Europa e l’America tornassero a fondare le società in base alla giustizia e non alla forza e a riconoscere i diritti dei popoli alla autodeterminazione senza esercitare il principio dei due pesi e due misure allora forse diminuirebbe l’integralismo in Europa e questa ultima tornerebbe al periodo dell’Illuminismo del diciannovesimo secolo.
    Nel mondo non europeo, cioè in Africa, America Latina e Asia, se i popoli di queste regioni dovessero essere liberi e riavere i propri diritti con una giusta distribuzione delle ricchezze tra ricchi e poveri, tra nord e sud,
    poiché l’Europa ha privato l’Africa e l’Asia per duecento anni delle materie prime. Si pensi alla Gran Bretagna che ha occupato il Sud Africa per più di trecento anni, e quindi se il mondo tornasse a credere ad un principio unico, che noi nelle religioni chiamiamo Dio, e che non è ne britannico ne americano ne europeo e nemmeno africano,
    Dio l’Unico davanti al quale tutti sono uguali, allora si che potremmo liberarci dell’integralismo e giungere ad un mondo regolato da un unico principio dove tutti sono uguali e dove non vi è ne forte ne debole, ne ricco ne povero,
    di conseguenza il credo religioso si rifletterebbe nelle società europee e non europee dove tutti potremo vivere in un mondo dove regna la giustizia e non la forza, dove regna la pace e non la guerra.

(Dott. Hassan Hanafi )

La religione per il bene di tutti

Islam 37 Commenti

Pace!
dominio di Dio!
questa certezza
unisce tanti credenti
che non usano la religione
per se stessi
ma la mettono
al servizio di Dio per il bene
di tutti.
In questi nostri tempi,
dove serpeggia il relativismo
ed il fondamentalismo,
ed ogni credente
deve fare la sua parte per testimoniare
il desiderio di vivere
nella verità e nella pace.
Questo è possibile.
Siamo in Tailandia
nel grande slum
a ridosso del porto di Bangkok
nel centro di solidarietà fondato
da padre Joe Maier
incontriamo Ahmina Dae Belaeh coordinatrice
del gruppo delle donne musulmane dello slum

Ahmina Dae Belaeh coordinatrice donne musulmane Bangkok
Io sono di fede islamica e mi sento unita a Padre Joe anche per quello che fa per combattere la droga. Se ho dei problemi ne parlo con lui per avere aiuto e viceversa. Ci vogliamo bene! Siamo come un fratello ed una sorella.
Padre Joe fa del bene, e tanto! in questa nostra bidonville E’ una persona onesta!
Aiuta ed è vicino ai poveri, alle famiglie. Ai giovani che sono sbandati. Scusatemi se sarò breve, ma oggi è venerdì e tra poco alle dodici e trenta dovrò andare alla moschea a pregare. Non c’è grande differenza tra musulmani e cristiani. Noi qui ci vogliamo bene.
Io sono musulmana e quello che faccio per la gente di questo slum lo faccio perché credo nel Dio del Corano.
Così Padre Joe lo fa perché crede nel suo Dio.
Se poi c’è una rinascita come dicono i buddisti, rinasceremo , senz’altro, come persone superiori: perché abbiamo aiutato la nostra gente.
Io stessa non ho soldi da poter spendere, ho soltanto il mio cuore e lo do tutto per questa gente dello slum. E sono come tante altre persone che aiutano gli altri.
Come facciamo io e padre Joe, non è qui solo questione di aiutare con strumenti finanziari, ma è dare sé stessi in prima persona come facciamo noi.
E questo non è un fatto determinato da questa o quella religione, perché noi lavoriamo sul concreto.
La religione può essere diversa, ma noi collaboriamo sul concreto.

Tutto questo in una Tailandia
dove ovunque
i templi buddisti
ed il buddismo
segnano il territorio ed i comportamenti.

(testo di Luca De Mata)

L’Islam considera sacra la vita umana

Islam 47 Commenti

Nel rapporto
tra Cristianesimo ed Islam
i riferimenti a Gesù nell’hadith,
che la Tradizione
ha attribuito a Maometto
dimostrano il senso di venerazione
nei confronti di Gesù.
Si riconosce la sua importanza.
Ed anche se i mussulmani
sottolineano che Gesù
viene dopo Maometto,
i mistici, musulmani, hanno definito
Gesù nei loro scritti
come un maestro spirituale,
come colui che mette in risalto
l’amore di Dio,
la pazienza nei momenti di prova,
l’abbandono a Dio,
l’ascesi e la povertà,
l’umiltà e l’amore.
Sirya, Damasco
La testimonianza dello Sceicco Sciita
Shehaden Sheik Hussein

Shehaden Sheik Hussein -  Sceicco sciita – Damasco  - Sirya
L’Islam considera sacra la vita umana a prescindere dalla religione, dall’identità, dall’appartenenza nazionalistica, e considera che l’attentato alla vita dell’individuo un attentato a tutti gli uomini.
“Chi uccide un uomo senza che esso abbia commesso un male è come se avesse ucciso tutti gli uomini”.
Rivolgo un invito ad una lettura attenta dello scenario islamico deformato da quei conflitti politici che hanno offuscato l’immagine dell’Islam e quella delle religioni in tutto il mondo.
Nel momento in cui abbiamo denunciato gli attentati alle Chiese in Iraq, abbiamo detto che ogni persona che commette attentati nei confronti di ogni Chiesa in qualsiasi parte del mondo, non fa altro che commettere attentato ad una delle case di Dio
La nostra denuncia degli attentati di Londra, Madrid e Stati Uniti d’America non era soltanto per motivi umanitari ma dettata dalla nostra fede nell’Islam che ci obbliga a rispettare il diritto dell’altro alla dignità, alla vita e alla libertà.
Alcuni studi occidentali hanno approfittato della interpretazione di alcuni versetti del Corano circa il “Jihad” per descrivere l’Islam come religione violenta.
Permettetemi di dire che tutti i versetti circa il “Jihad” contenuti nel Corano sono inerenti alla cultura della difesa propria, della difesa dei diritti e della libertà.
Nella teologia del “Jihad islamico” non vi è nulla che inviti ad aggredire gli altri o qualcosa che giustifichi la violenza a prescindere dalle motivazioni religiose o economiche.
Mi sembra che abbiamo bisogno di mettere fine all’epoca della rottura tra oriente e occidente.
Gran parte dei problemi concernenti la percezione dell’altro sono derivati da questa rottura.
E, mentre apprezziamo gli sforzi del Pontefice, di Papa Benedetto XVI, e del Vaticano e di tutto il mondo cristiano, per costruire ponti di collegamento, sentiamo il bisogno di esprimere anche noi un nostro contributo in questo senso per denunciare quanto tempo abbiamo perso per quella rottura che ha imposto la politica.
E, se è della politica la determinazione, l’arroganza di nel difendere i propri progetti di dominio, allora dobbiamo come nazione di credenti avere un minimo di determinazione per difendere i diritti dei nostri bambini a vivere in pace con gli altri bambini nel mondo.
Anticamente si diceva che la religione costruisce a la politica distrugge.
Dobbiamo formare una forza di dissuasione religiosa perché non crolli questa struttura umana, ma ciò non avverrà se non attraverso il risveglio della coscienza religiosa.
Abbiamo bisogno del silenzio di Maria per imparare come leggere il nostro nuovo libro.
L’aggressione contro ogni uomo è aggressione alla Torath, al Vangelo e al Corano.

(testo Shehaden Sheik Hussein)

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